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Spesso si crea confusione tra “iperattività” e “vivacità”.

Ma in cosa si distinguono i due termini?

Sostanzialmente, nel livello di capacità di auto-regolazione da parte del soggetto.

L’espressione “iperattività” viene impiegata, solitamente, all’interno del quadro diagnostico noto con l’acronimo di ADHD (dall’inglese: Attention Deficit Hyperactivity Disorder) ossia: Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività.

Questa condizione rientra tra i disturbi del Neuro-sviluppo, emerge nella fanciullezza e prosegue nell’età adulta, determinando livelli, più o meno gravi, di disattenzione, disorganizzazione, iperattività e/o impulsività, non appropriati all’età del soggetto, e che si esprimono in più contesti di vita: personale, sociale, scolastico e lavorativo.

Insieme all’ADHD può essere presente il Disturbo Oppositivo-Provocatorio e il Disturbo della Condotta.

Se adeguatamente valutata e identificata, tale sindrome può essere fronteggiata con l’impiego di idonee strategie di intervento, supporto, pianificazione e potenziamento, acquisite con l’aiuto dello specialista che saprà indirizzare il bambino e i genitori verso la conoscenza e gestione del problema. 

Nei soggetti con diagnosi di ADHD, la disattenzione può essere prevalente rispetto all’iperattività-impulsività, per cui il bambino presenta minori difficoltà comportamentali e di interazione reciproca con gli adulti e con i pari, ma, pur riuscendo a rimanere seduto e tranquillo, manifesta una certa quota di disattenzione nello svolgere i compiti e/o altre attività e nel seguire ciò che gli viene detto e spiegato in classe e/o a casa o durante le attività di gioco; può avere difficoltà nel portare a termine un’attività e può anche dimenticare di svolgere attività importanti. Mostra un’apparente mancanza di ascolto quando gli si parla direttamente; tende ad essere disordinato e mal organizzato nelle attività che deve svolgere (nella gestione del tempo, del lavoro, degli impegni); tende ad evitare e rimandare i compiti che richiedono uno sforzo attentivo prolungato.

In altri soggetti, invece, la componente di iperattività-impulsività può essere maggiormente presente rispetto alla disattenzione, con una rilevante difficoltà e/o impossibilità, da parte del bambino, nel modulare e frenare la propria attivazione comportamentale nonostante le richieste, spesso insistenti, di auto-controllo provenienti dalle persone che lo circondano. Il bambino mostra difficoltà a stare fermo e seduto e nel valutare le conseguenze delle proprie azioni; tende ad essere molto impaziente, incapace di attendere e di rispettare il proprio turno, parla ininterrottamente e formula risposte ancor prima che la domanda sia stata posta del tutto.

In altri individui, infine, disattenzione e iperattività-impulsività non predominano tra loro e sono dunque presenti in modo combinato.

La vivacità, diversamente dall’iperattività, fa riferimento ad una caratteristica sana del bambino, il quale si mostra incuriosito dall’ambiente circostante, vuole conoscere il mondo attorno a sé ed è molto attivo; vorrebbe esplorare, correre, saltare in tanti momenti, con la differenza che, rispetto al bambino iperattivo, è capace di modulare/regolare la propria dinamicità; riesce a frenarsi quando richiesto e opportuno, riesce a stare attento per più tempo ed è capace di eseguire le istruzioni e i compiti che gli vengono assegnati senza distrarsi e senza evitare o rimandare frequentemente i propri impegni. Sa mostrarsi paziente, capace di rispettare il proprio turno e di ponderare bene le proprie scelte d’azione valutandone preventivamente le conseguenze.

È molto importante ricordare che il bambino con ADHD può avere capacità cognitive elevate. L’Intelligenza e l’ADHD sono indipendenti l’una dall’altra!

Bibliografia

American PsychiatricAssociation, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Quinta edizione. DSM-5, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014

Barkley R.A. (1997). ADHD and the nature of self-control. Guilford Press, New York

Vio C., Marzocchi G.M., Offredi F. (1999). Il bambino con deficit di attenzione/iperattività. Trento: Erickson